13 marzo 2016

La farmacia della natura

..fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo...
-Ippocrate-

Frutti biologici e frutti naturali

Dopo essermi tanto cibato dei frutti coltivati secondo agricoltura convenzionale e intensiva venduti nella grande distribuzione dei supermercati e discount, all'ingrosso e nei fruttivendoli più 'alla moda', dopo aver riscontrato, sentito e sperimentato la forte presenza di tossine, funghicidi, pesticidi, ormoni per la crescita, farmaci vari e ogm, colture artificiali super-tecnologiche senza terra, energie negative da parte di chi ha coltivato, raccolto e manipolato i frutti, dopo aver preso consapevolezza sugli astuti processi di conservazione con i quali sempre vengono processati anche questi alimenti.. nonostante la frutta cruda sia l'alimento materiale più altamente depurante per il nostro organismo è innegabile per chi segue il fruttarismo che assumendone importanti quantità l'organismo tenderà ad accumulare comunque molte di queste tossine esogene ..quindi sì anche dai preziosi frutti.. però non bisogna demoralizzarci e mai cadere nello sconforto. Sì è vero anche le falde acquifere sono inquinate, l'aria è carica di smog e onde radio, gas industriali e strisce chimiche dovunque anche sui monti, le precipitazioni piovose sono acide... e la perfezione assoluta che rammento sempre non è mai raggiungibile, ma solo avvicinabile, ora lo sarebbe ancor meno.. L'agricoltura biologica rassicura un po' di più ma mantiene purtroppo la possibilità di usare entro una certa soglia prodotti anche carcerogeni e questo mi è stato confermato da molti produttori quindi il quadro generale è piuttosto serio ma compresi che nonostante ciò avrei dovuto provare a migliorare qualcosa.. quindi son riuscito a ridurre la quantità giornaliera (che era anche un po' troppo abbondante per la mia costituzione) così da potermi permettere almeno una maggiore qualità.. Da qualche settimana son arrivato a togliere la maggior parte dei frutti convenzionali preferendo all'incirca un 20% di coltivazione biologica certificata o non ma comunque equiparabile (alcune piccole aziende producono pari ad un buon bio ma non hanno la certificazione poiché è molto dispendiosa..), poi un 10% di frutti selvatici, spontanei o da piante abbandonate raccolti in zone poco inquinate e per il restante 70% dopo una faticosa ricerca sto provando finalmente dei produttori diretti seri di cui sento di fidarmi, parlando con alcune famiglie di contadini ho compreso che questi ultimi frutti che sto prendendo non sono certificati come biologici ma cercando loro stessi di fronteggiare i problemi sopra esposti e consapevoli dei limiti del bio questi frutti sono più che biologici, vanno ben oltre.. mi son scritto un promemoria, delle linee guida per tutti coloro che cercano come me di mangiare un po' meglio, quindi ecco cosa significa almeno per me una coltivazione che potremmo chiamare affettuosamente e con molta semplicità 'Naturale':

1- Coltivare con Amore, il contadino dell'orto e del frutteto è una Anima consapevole, coltiva prima di tutto per se stesso e per la sua famiglia, si nutre degli stessi prodotti che vende e li da anche ai figli, lo fa infatti con Amore e vocazione, ovvero ama la sua opera e ci si dedica con passione e piacere prima che per profitto.

2- Ciò che vende è solo della propria terra, non tiene anche prodotti di altri contadini e quindi può garantire davvero ciò che propone al 100%.

3- Se in un anno una certa produzione per motivi climatici o di concorrenza dal Regno Animale non viene sù come dovrebbe non compra gli stessi prodotti all'ingrosso per poi rivenderli facendo credere che siano suoi..mentendo e ingannando quindi il consumatore.

4- Se è un novizio, se non sa ancora come fare a produrre bene un certo frutto o ha poca disponibilità di terra non aumenta la varietà proposta reperendo altrove i prodotti.. perché così facendo non sarebbe più un produttore diretto, ma un rivenditore e come sopra non va bene, non mi garantisce granché.. e se come nel mio caso si è un consumatore abituale e frequente o ancor più se si stesse affrontando una cura disintossicante per una patologia grave è molto necessario potersi fidare di ciò che si mette in bocca; altrimenti verrebbe compromessa fortemente la propria salute.

5- L'agricoltore del frutteto e dell'orto conosce l'agricoltura biologica ma cerca di non approfittare delle cospique soglie di tollerabilità su veleni naturali e/o di sintesi e quant'altro comunque sempre tossici per la salute. Ricorre a strumenti naturali per difendere le colture, e cerca in tutti i modi di nutrire le piante solo con l'uso di acqua vitale e di un terreno naturalmente fertilizzato con compost organico o letame di animali tenuti e accuditi con Amore ed esclusivamente a vegetali freschi (grass feed=erba) e non da farine o artifici simili e soprattutto il terreno sui quali crescono piantine e alberi viene riposato ciclicamente e le colture subiscono la cosiddetta rotazione annuale per pemettere al terreno di rimineralizzarsi. Ha l'obiettivo di portare a vita un prodotto naturale, salubre e non guarda alla forma bella e perfetta del frutto ma alla sua sostanza intrinseca che lo permea soprattutto al suo interno. Dove riesce a lasciare intatto e vario l'ambiente di coltura è da preferire assimilandolo così ad una permacoltura spontanea e selvaggia dove è garantita la biodiversità delle specie vegetali e degli ospiti animali che in tale condizione vivono e coesistono in armonia.

6- I prezzi sono contenuti e umani.

7- I prodotti che propone sono sempre freschi e di stagione, non sono conservati con tecniche artificiali, sono appena raccolti e se lo si volesse il produttore fa visitare le colture al curioso (e attendo e sveglio!!!) consumatore. Non tiene esposti prodotti adulterati, marcescenti, eccessivamente corrotti ecc.. e quindi sarà improbabile che 'per caso' ne caschi uno proprio nel nostro sacchetto ritrovandoci a casa con un qualcosa d'immangiabile (mi è capitato più di una volta)... Inoltre i frutti dell'orto e del frutteto non vengono raccolti acerbi e maturati in celle dove vengono irrorati di tossico gas etanolo ma sono raccolti solo al giusto punto di maturazione e questo è fondamentale per avere un buon sapore, sufficiente apporto di nutrienti e di energia vitale ed evitare di incorrere in una acidificazione sanguigna che porterebbe alla demineralizzazione ossea.

8- L'azienda agricola non è di grandi dimensioni, poiché più la produzione è estensiva e intensiva e più è difficile produrre naturalmente per ragioni vitali delle piante e delle loro difese immunitarie. L'eventuale personale aggiunto è correttamente retribuito, gratificato, affiatato e complice ..quindi un'azienda a conduzione familiare sarebbe da preferire e tutto questo va a beneficio del prodotto finale perché è la realtà più vicina all'ideale ovvero all'autoproduzione casalinga e al raccolto spontaneo nella natura circostante la nostra realtà intima.

9- Il rapporto con il contadino è umano, amichevole, fraterno, alla pari, il suo animo gentile sorride alla vita e lo vediamo lavorare con il cuore anche nel servire chiunque altro benefici dei suoi frutti.

10- L'azienda agricola dalla quale prendiamo la maggior parte del cibo dovrebbe stare nelle vicinanze di dove abitiamo, o almeno il più possibile vicina perché ciò contribuire a uno stile di vita più ecologico, sostenibile ed etico.

Troppa utopia, difficile da attuare?! ..credo di no, penso sia una buona possibilità, è semplicemente ciò che ho sempre sognato e stavo cercando e a volte, anche se raramente, la sto trovando in piccolissime realtà locali dalle quali cercherò di approvvigionarmi sempre più per incentivare sia i piccoli produttori sia l'agricoltura in generale a produrre ritornando alle antiche usanze naturali e un po' più in armonia con la natura. Riuscire così per tutto l'anno penso sia fattibile, per quanto mi riguarda vedrò se mi sarà possibile.. son certo ci vorrà tanta pazienza, meno gola e ingordigia e accontentarsi di meno varietà. Dunque per onorare Madre Terra ed il Regno Vegetale i prossimi frutti verranno arricchiti e distinti da queste informazioni: ..Frutto Convenzionale..Frutto Biologico..Frutto Naturale..
-Diamond Krystall, 22/09/2013-

Desiderare sì, ma non come motore egoistico della vita.

..Un giorno mi fece una delle sue impossibili domande ''Se venisse un angelo a chiederti che cosa desideri, che cosa gli risponderesti?'' ..sapevo bene cosa rispondere, dissi ''vorrei più acqua'' perché era un periodo di grande siccità, mi sentivo alquanto orgogliosa di essere riuscita a rispondere alla sua domanda, ma Krishnamurti disse ''mi riferivo a qualcos'altro ..che cosa vorresti per questo luogo? Sappiamo che il mondo è nel caos, che c'è tanto odio e brutalità.. esistono anche qui?'' non potei fare a meno di rispondere affermativamente ''sì, c'è tutta la degradazione che esiste anche altrove'' e il tono della sua voce cambiò immediatamente e riprese ''esiste anche dentro di te? sei capace di cose meschine? sei invidiosa? ti lasci sopraffare dall'ira?'' ..dissi ''in questo preciso momento forse no, ma se si presentasse l'occasione probabilmente tutte queste cose si manifesterebbero subito, perché esse vivono dentro di me allo stato seminale'' ..''si possono estirpare questi semi?'' ..mi chiese ..rimasi senza parole e poi cominciai a dire ''se riuscissi a liberarmi di questi semi..'' ma Krishnamurti non accettava le espressioni al condizionale, non sopportava le supposizioni, le ipotesi.. e in quell'occasione reagì dando una risposta alla sua domanda. Mi guardò fisso negli occhi e mi disse ''Sì''.

Innanzi tutto si deve iniziare con ciò che si è e con la reale situazione del mondo che ci circonda, e si inizia simultaneamente dal mondo e da se stessi, non si cerca di partire dal nulla e non ci si perde nella questione dei principi filosofici, si parte da se stessi vedendo ciò che è in noi e nel mondo che ci circonda, si cerca di rendere trasparente la separazione tra l'interno e l'esterno; la sua filosofia riguarda questa capacità di rendere trasparente la propria interiorità, di creare uno spazio grazie al quale sia possibile vedere il mondo esterno così come è senza il velo delle proiezioni, delle idee o dei desideri; è impossibile vedere realmente il mondo esterno tramite le proprie proiezioni ed è impossibile vedere se stessi attraverso il filtro dei propri desideri ..ma il desiderio è anche una forza molto importante. L'insegnamento di Krishnamurti non dice come molti saggi del passato che bisogna uccidere il desiderio se si vuole progredire spiritualmente, il desiderio è importante ma si tratta di un desiderio che deve essere stato messo alla prova, che è stato purificato, il desiderio è la forza che fa avanzare che da lo stimolo ed è il desiderio che fa vedere, dunque il desiderio è lo stimolo che conduce alla visione, come ho già sottolineato non mi sto riferendo ai desideri e al vedere ordinari, sto parlando della forza del desiderio che è stata purificata dalla conoscenza di se stessi, la conoscenza di sé nella visione di Krishnamurti non ha nulla a che fare ovviamente con la conoscenza in quanto informazione, si riferisce alla comprensione di se stessi, io credo che Krishnamurti si riferisse a una comprensione che ha la capacità di purificare e di cancellare la negatività, si tratta di un attrito che ripulisce, di un processo che toglie i veli, piuttosto che di una azione diretta verso una meta, ma Krishnamurti non avrebbe voluto che si parlasse di un processo; si tratta di un vedere che purifica eliminando e non c'è nulla di utopico in tutto questo, non si mira a creare una identità ideale o a costruire una società ideale ci si limita a rimuovere ciò che ci impedisce di funzionare in modo appropriato.. Nella scuola abbiamo incorniciato una magnifica frase di Krishnamurti che ricordiamo sempre ai nostri insegnanti: ''..se voi fiorite anche la scuola fiorirà..''.
-Radhika Herzberger-

Non predicò alcuna filosofia o religione, parlò invece di cose che riguardano la vita quotidiana di tutti noi, dei problemi del vivere nella società moderna, con la sua violenza e corruzione, della ricerca individuale di sicurezza e felicità, e della necessità che l’umanità sia libera dai fardelli interiori di paura, collera, ferite e dolori. Spiegò con grande precisione il sottile funzionamento della mente umana, e sottolineò la necessità di portare nella nostra vita quotidiana una profonda qualità meditativa e spirituale.

Krishnamurti non appartenne ad alcuna organizzazione religiosa, setta o nazione, né aderì ad alcuna scuola di pensiero politico o ideologico. Al contrario, sostenne che proprio questi sono i fattori che dividono gli esseri umani e che producono conflitto e guerra.

''Quando un uomo parla di un suo simile definendolo cristiano, ebreo, musulmano, gay, zingaro o in genere usando termini in maniera discriminatoria provoca separazione, dunque violenza. Spesse volte questo si fa senza nemmeno rendercene conto. Ma è facile dire di uno "quello è gay" oppure quello è un "ebreo". Questa è violenza e separazione.''

Ricordava continuamente a chi lo ascoltava che noi siamo prima di tutto esseri umani e non indù, musulmani o cristiani; che siamo uguali al resto dell’umanità, non siamo diversi l’uno dall’altro. Raccomandava di camminare con leggerezza su questa terra, senza distruggere noi stessi e l’ambiente. Comunicava sempre in chi lo ascoltava un profondo senso di rispetto per la natura.

Il suo insegnamento trascende i credi inventati dall’uomo, i sentimenti nazionalistici e il settarismo. Nello stesso tempo infonde nuovo significato e direzione alla ricerca umana della verità.

Da un'intervista fatta ad una sua amica Pupul Jayakar sappiamo che Jiddu Krishnamurti fu consapevole dell'arrivo della sua morte fisica, tanto da confidarle ...Questa sera io mi allontanerò e passeggerò sulle montagne e la nebbia salirà... poche ore dopo entrò in coma. La frase "La nebbia salirà" è molto significativa e non dà spazio a fraintendimenti.

''Krishnamurti decise di non appartenere a nessuna religione, organizzazione e nessuna patria.
Voleva cercare di essere solo un ..essere umano..''
-Estratto dalla biografia di Jiddu Krishnamurti-

Alimentazione e ortoressia

Se avete letto le precedenti note sul risveglio allora potrà esservi utile questa.. perché dimostra come il sistema convenzionale generalmente perseguito dalla maggioranza degli individui riesca, con la sua forza e con la sua ampia aderenza da parte di molti, a mettere in ombra stili di vita corretti e salutari con la conseguenza spesso involontaria di contrastare il risveglio dei pochi che lo desiderano facendo perneo su punti deboli di persone che andrebbero invece prese per mano e aiutate ma non allontanate da simili buoni intenti ..perché son motivati dall'avere cuore per se stessi e per il prossimo.

I disturbi alimentari purtroppo sono sempre esistiti come la bulimia e l'anoressia, ma non si può dare la colpa per questi disordini interiori a stili alimentari che vogliono -non danneggiare le persone- ma invece migliorare la loro vita. Il problema semmai è su come ognuno di noi gestisce simili percorsi alimentari, questi nella loro vera funzione non invitano certo ad azioni compulsive, ossessive ecc, ma mirano al risveglio dell'essere spirituale oltre che alla salute fisica e mentale. E tutto ciò mantenendo e anzi rafforzando l'equilibrio psicologico dell'individuo.

Quindi ecco quanto mi accingo a commentare:
Avete mai sentito il termine “ortoressia”… siete mai stati definiti “ortoressici” ? Be qui vi è un spiegazione esauriente del tentativo della scienza medica di classificare come una malattia il ragionevole bisogno dell’essere umano di libertà, vera felicità, salute genuina, e indipendenza..la società umana siccome ha perso la bussola da molto tempo sappiamo bene come si sia strutturata e incementata nel corso delle epoche..in tal modo che ci riempie di ostacoli e sfide che provano a rallentarci nella nostra quotidiana sfida verso il ritorno a noi stessi come l’avere coscienza piena di essere Anima e verso quindi uno stato dell’essere, e dunque anche del vivere, molto più consono alla nostra reale natura.

Ma iniziamo con questo articolo:
"Ortoressia.
Recentemente è stato individuato un nuovo disturbo alimentare, l’ortoressia. Chiariamo subito che non si tratta ancora di una patologia ufficialmente riconosciuta dal mondo psichiatrico e dunque è inutile cercarla nel DSM (il manuale degli psichiatri americani, che aiuta i professionisti a formulare le diagnosi, attraverso l’elenco dettagliato dei sintomi che statisticamente sono più frequenti per ogni singola patologia).

Per ora possiamo parlare semplicemente di una tendenza, di un’abitudine, o perfino un vizio, quello del salutismo estremo, che può portare la persona a soffrire di stress, sensi di colpa, depressione, ansia e fobie. Per la verità questo desiderio di ‘salute a tutti i costi’ non riguarda solamente l’alimentazione, ma anche l’ossessione per il fitness, la pulizia, i massaggi, il rilassamento, la meditazione…

L’ossessione per il cibo però è quella che, più delle altre, ha preso piede nelle abitudini delle persone, in seguito alle numerose pubblicazioni, sempre più frequenti e popolari, puntualmente riprese dai giornali e dalle riviste che si occupano di moda e bellezza, sulle qualità del cibo genuino, capace non solo di prevenire le malattie, ma perfino di curarle, permettendo di buttare via le dannose e contaminanti medicine. Ortoressia nervosa significa letteralmente ‘ossessione per il mangiare cibi sani’, da ‘orto’ (sano, giusto) ‘orexis’ (appetito) e ‘nervosa’ (nel senso di ‘patologica’). In questo caso, questa nuova indicazione di patologia nasce da un’autodiagnosi, quella del Dottor Steven Bratman.

Il medico, specializzatosi in medicina alternativa, era diventato egli stesso un maniaco dell’alimentazione, al punto che consumava i propri pasti nel silenzio più assoluto, si alzava da tavola quando il suo stomaco non era ancora sazio, non mangiava una verdura se questa era stata colta da più di quindici minuti e masticava il boccone di cibo, prima di ingerirlo, per più di cinquanta volte. Mangiare del formaggio pastorizzato poteva farlo sentire male al punto di temere di contrarre, dopo questa ingestione di cibo ‘avvelenato’, una polmonite, se non addirittura il cancro.

Ed infatti questa mania di mangiare solo cibo sano e curativo è un po’ l’altra faccia della ipocondria, la paura ossessiva di contrarre delle malattie: è tale la paura di ammalarsi e di morire che questo particolare tipo di ipocondriaco si impone una vita estremamente rigorosa, nel fitness come nell’alimentazione, nell’orario di lavoro, nelle ore da dedicare al sonno eccetera, che alla fine riesce a trovare un proprio equilibrio esistenziale nella convinzione di essersi conquistato una fetta di immortalità. Salvo poi ricadere nella paura più nera, ad esempio dopo aver ceduto alla tentazione di una barretta di cioccolato, o di un piatto di spaghetti alla carbonara.

Non che il concetto di preservare la salute attraverso la dieta sia sbagliato: sono le estremizzazioni che portano a risultati contrari a quelli che si vogliono ottenere, se non altro perché ci si salva da certe malattie organiche, ma ci si ammala sempre di più di stress e di fobie. Per gli ossessionati dall’ideologia del mangiar sano la qualità del cibo conta assai più della quantità, tanto che la ricerca e la preparazione del cibo occupa un ruolo determinante della loro giornata. Questi soggetti non sono interessati al gusto di ciò che mangiano, agli aromi, ai profumi o ai cattivi odori, si disinteressano totalmente del modo nel quale il loro cibo viene servito nel piatto: l’unica cosa che conta è sapere che quel determinato cibo può fare bene, evitare le malattie, dargli forza ed energia per affrontare Ia vita, un po’ come Braccio di Ferro ed i suoi spinaci. I cibi maggiormente scelti da questi soggetti per nutrirsi sono vegetali crudi e cereali, o cibi macrobiotici.

Possono esservi poi altre fissazioni che portano ad esempio ad evitare, nei luoghi pubblici, stoviglie (piatti, pentole, posate) contaminate dalle ‘vibrazioni’ della carne, oppure considerate tossiche, come quelle di alluminio o di plastica, oppure chiedere un piatto di insalata con foglie non tagliate, per non far perdere alla verdura le sue qualità nutritive, mangiare solo (e soltanto) verdura e frutta di stagione, o escludere dalla propria dieta anche i latticini e le uova, per essere vegetariani totali, o ‘vegetaliani’, come molti si definiscono.

Un altro segnale di ortoressia è la conoscenza precisa di tutte le etichette dei cibi in vendita al supermercato: questi soggetti conoscono a memoria i componenti nutritivi di ogni genere di prodotto, per cui sanno benissimo, in termini assoluti ed in percentuale, quanti grassi saturi e insaturi contiene quel determinato prodotto, il suo valore calorico, i carboidrati…
In pratica questi ‘estremisti del cibo’ focalizzano tutte le loro attenzioni ed energie solamente sugli aspetti dietetici, trascurando completamente gli altri aspetti della loro vita quotidiana, come ad esempio le relazioni sociali.

Le interazioni sociali di questo tipo di pazienti non sono mai troppe e non sono mai buone: infatti questi soggetti sono in genere piuttosto orgogliosi di sé stessi, della cura che hanno per il proprio corpo e vivono una sorta di complesso di superiorità nei confronti degli altri. La consapevolezza che a niente siano valsi i propri appelli al salutismo dietetico, il rifiuto del proselitismo di amici e conoscenti, porta l’ortoressico ad allontanarsi da tutti, con pensieri sempre meno espressi apertamente, sempre più marcati da aspetti paranoici.

Bisogna del resto considerare che è obiettivamente difficile rinunciare alle occasioni sociali; è difficile rinunciare ad un pezzo di torta per il compleanno o al panettone di Natale e ci vuole davvero una grande forza di volontà per andare contro corrente, per cui è abbastanza normale che la personalità dell’individuo si irrigidisca, non solo nei riguardi di sé stessi, ma anche degli altri. Con il progredire dell’ortoressia le sensazioni interiori provate sono quelle di sentirsi sani, puliti dentro, raggiungendo in molti casi anche livelli di esaltazione spirituale mentre; al contrario, cadere nell’alimentazione ‘normale,’ fa sentire questi ‘mistici del cibo’ estremamente colpevoli, il che si manifesta somaticamente con violenti mal di testa, nausea, vomito, al punto che l’unico rimedio, dopo essere caduti di fronte ad una tentazione, appare un atto di penitenza.

Questa penitenza auto-imposta può consistere nell’adozione di una dieta ancora più rigida, o nell’adozione di pratiche che consentono l’evacuazione rapida del cibo ‘contaminato’. Come far uscire un paziente da questa ossessione, da questa ritualità del mangiare solo cibo ‘sano’? Non è facile, perché ci troviamo di fronte ad una dipendenza, un po’ come il drogato o l’alcolista. Il caso è anche simile a quello del soggetto anoressico, anch’esso convinto di aver raggiunto alti traguardi grazie ai suoi continui digiuni.

Come per l’anoressia, tutto inizia in modo naturale, anzi giusto, quello cioè di voler controllare l’alimentazione al fine di prevenire le malattie croniche, perdere peso, migliorare lo stato generale della salute, o correggere le abitudini alimentari sbagliate. Prevenire significa dunque sapersi porre dei limiti quando ci si accorge di esagerare in questo ambito: il campanello d’allarme può suonare quando ci si accorge di aver rifiutato un invito a stare con gli altri a causa del cibo, o quando ci si sta per presentare ad una festa con il proprio pacchettino di cibo macrobiotico, ad uso strettamente personale.

Deve poi essere interrotto il circolo vizioso che porta l’ortoressico a programmare il pasto, ad acquistare personalmente il cibo e a cucinarlo secondo determinate teorie: cercare di limitare questa o quella attività, delegando ad altri la responsabilità della propria alimentazione, almeno un giorno alla settimana, può essere l’inizio di un’autoterapia.

L’importante è concedersi una sorta di ‘licenza di mangiare tutto’ almeno qualche volta, in giorni stabiliti, in modo poi di non sentirsi in colpa.

La madre di tutte le possibili terapie rimane però la psicoterapia, che possa portare il paziente a curare quello che è il suo vero problema : l’irragionevole desiderio di essere immortale."
-articolo di -Walter La Gatta-

Commento:
Trovare un modo per rassicurare coloro che sono intenti, come me, nel percorso naturale dell'Amore è per me un dovere…tutto ciò che è spiegato nell'articolo sopra è molto interessante ma anche molto distante dalla realtà di coloro che vivono in pace e serenità il proprio ritorno ad una salute naturale e quindi fuorviante per coloro che sono ben intenzionati a iniziare un percorso di cura per se stessi…certe informazioni vanno analizzate per bene e bisogna trovare una opinione propria senza farci condizionare negativamente. Altrimenti è ovvio che simili affermazioni scaturicano solo paure e allarmismi.

Viene considerato estremismo ciò che non lo è ma che è percepibile come tale per le tante persone che stanno al di fuori di questa presa di consapevolezza e chiaramente vedono tutto ciò come estremo, capisco..è comprensibile dalla prospettiva dei molti.. ma guardiamo di riflettere altrimenti diventa un peccato desiderare stare meglio di salute?? ..certamente no!!

Ma evidentemente è così per molta della medicina ufficiale e ci credo altrimenti chi comprerebbe più i farmaci se ci rimbocchiamo le maniche e cerchiamo di auto-migliorarci, magari anche riuscendoci?

Ovvio è che questo è un tentativo di screditare quelle valide e uniche soluzioni che se diventassero sempre più popolari porterebbero big pharma alla banca rotta…

Dunque troviamo che molta di questa disinformazione sia scaturita da tue tipi di personalità, da quelle prese da interessi commerciali o comunque da altri tipi di guadagni personali...dunque più o meno consapevolmente agiscono così in mala fede e da quelle personalità che credono talmente tanto nella scienza ufficiale, dall'onnivorismo, dalla medicina allopatica, dalla dietetica tradizionale, dalla necessità dei farmaci, vaccini ecc che nella loro fede cieca non riescono ad accettare che per altre personalità possa essere a disposizione un'altro stile di vita, nel quale alimentazione, cure, stile di vita e abitudini possono essere anche molto diverse dal consueto. Una volta per tutte dovremmo ammettere ..tutti quanti... che nella sconfinata variabilità di condizioni nel quale si può trovare l'Essere sia possibile per alcuni, anche se è una minoranza, vivere una vita naturale, che non deve essere considerata come estrema ma semplicemente alternativa e buona per coloro che ne sentono il bisogno, che si sentono affini ad essa e che vogliano viverla in serenità e gioia. Coloro che invece da una parte o dall'altra soffrono di qualche disagio andrebbero aiutati certamente ma non ad essere come noi vorremmo ma ad essere il meglio che loro possono essere, secondo le loro caratteristiche e peculiarità.

Nella confusione della nostra società si tenta di etichettare come malate tutte quelle persone che con impegno e dedizione cercano un modo migliore di vivere e siccome hanno compreso qual è la giusta direzione ci mettono tutto il cuore e decidono anche di cambiare alimentazione, di migliorarla. Ma vi sembra giusto etichettarle come malate?

Il tentativo di parte della odierna psichiatria è quello di catalogare la maggior parte di questa categoria di persone come disturbate, e chiunque segua come me un percorso di ritorno alla natura anche in campo alimentare si può in parte identificare con tutto questo e potrebbe arrivare a dirsi…allora io sono sbagliato…!? E' questo il rischio e va evitato altrimenti finiamo per tagliare le ali a molti tra coloro che vogliono semplicemente vivere una vita almeno un po' più sana e amorevole.

Non è così che dovremmo concepire il desiderio di una vita migliore, sappiate che è la realtà odierna con le sue abitudini caotiche e prevalentemente trasgressive, costituita da un insieme di devianze da ciò che dovrebbe appartenerci, che rischia di catalogare come mentalmente strane e addirittura malate le persone che vivono con abitudini diverse dai rigidi schemi convenzionali della società.

Ora qui si parla di alimentazione ma il concetto lo possiamo estendere anche su altri fronti.

Voglio dedicare questa nota e le precedenti e le prossime sul risveglio (che consiglio di leggere) a tutte le buone anime che come me stanno provando con molto impegno e dedizione a migliorarsi e anche a migliorare, e tra le tante cose hanno scelto percorsi alimentari più etici e naturali che però messi a confronto con le abitudini della massa possono scaturire questi giudizi spesso infondati fatti da persone ignoranti, inconsapevoli, sin troppo materialiste a volte anche ottuse, mi dispiace dire così ma è la realtà che è così strutturata e mi dispiace che persone serie e di cuore vengano etichettate come disturbate e pericolose per se stesse e per il prossimo al quale vorrebbero dare solo il buon esempio. Certo vien fatto in buona fede dalla maggior parte degli ''addetti ai lavori'' che purtroppo son stati indottrinati così dagli insegnamenti accademici e dai continui aggiornamenti ai quali vengono sottoposti più che altro dalle compagnie farmaceutiche o dai baroni della medicina. La maggior parte di loro sceglie un lavoro simile per aiutare il prossimo, dunque andrebbero seriamente rieducati, aggiornati e illuminati circa le nuove ed efficaci possibilità che si stanno riscoprendo su questo pianeta. Ci sono molte altre possibilità di vita e di cura!

Anime buone che state cercando di migliorare voi stesse continuate così e confidate nel vostro amorevole sentire interiore, non badate a ciò che vi diranno, cercate di non sentirvi ferite e fate tutto con responsabilità e intelligenza evitando quindi situazioni rischiose o di depressione legate proprio all’eccedere o nel forzare la mano con troppa decisione e velocità. Questo certamente ridurrà i rischi che effettivamente per alcuni possono esserci se tutto il percorso non viene vissuto con serenità e libertà. Nel mio percorso alimentare ho trascorso molti momenti di delusione, di dubbio, di sfiducia, ma ho sempre cercato di andare avanti e ora questi sono solamente un lontano ricordo. Le persone che prima erano preoccupate dall’apparente eccesso di rigidità e apparente stranezza delle mie scelte si stanno ricredendo sempre più e capiscono che su questa Terra è possibile una via anche pratica di agire sempre più nel bene anche in campo alimentare, e non è certo un sacrificio o una pena o una privazione ma un percorso che per ognuno può essere in parte diverso e personale ma comunque sempre portatore di preziosi e piacevoli frutti. L’importante è educare chi ci è vicino per fargli capire il nostro buon senso altrimenti veramente si rischia di essere considerati come sopra.

Su queste materie ciò che non si conosce fa paura, ecco perché è importante divulgare, spiegare, gettare luce su stili di vita alternativi e ancora poco conosciuti.

Per quanto riguarda i rapporti sociali può essere vero che per riuscire ad abbandonare la vecchia strada fatta anche di abitudini alimentari sia necessario a volte, sopratutto all'inizio, stare un po’ più in intimità, ma dal momento che il nuovo stile alimentare sarà divenuto una cosa nostra, la faremo veramente nostra, come stile di vita e non porterà più sforzi o immani sacrifici e verrà naturale anche andare al ristorante con persone dalle abitudini assai diverse ed ordinare solo verdure oppure solo macedonie, pomodori, peperoni e simili crudità che possono essere sempre trovate e il pranzo e la cena sono belli e piacevoli anche e soprattutto in compagnia, col tempo ci verrà tutto naturale e le persone che proveranno piacere nello stare con noi ci comprenderanno e sarà meglio anche per loro… non si tratta di procedere in asocialità ma anzi di condividere sempre più la propria vita, certo non sempre è facile, a volte richiederà tempo riorganizzare alcuni aspetti, magari alcune amicizie cambieranno se non ci comprendono, però non è un problema, sappiamo che dal momento che cambieremo la nostra energia e la miglioreremo ne attrarremo di simile e affine e tutto andrà alla grande, tanta condivisione e tanto Amore da diffondere ed espandere con il prossimo!! Per il suo bene ed il nostro!

E il termine ortoressico anche se ancora non è ufficiale nei dsm è però un cavallo di battaglia per catalogare tra le abitudini dannose percorsi inusuali per la scienza medica ufficiale come ad esempio il veganismo, il crudismo, il fruttarismo e simili che dottori poco informati solitamente scoraggiano.

Ci sono anche dottori che in fin dei conti iniziano a sentire la necessità di riconsiderare molte cose di quello che gli fu indottrinato…si aggiornano, si aprano a nuove e più evidenti soluzioni..

L’ortoressia non esiste, esistono semmai alcune persone che hanno delle ossessioni ma le hanno a prescindere dal percorso alimentare e in questo trovano uno sfogo per alimentarle e vivono dunque in malo modo anche questo pur essendo una scelta nobile ed etica oltre che di benessere per la nostra salute.

Scegliere di alimentarsi meglio non è una patologia, migliorarsi sempre più non è una ossessione, cercare una condizione di vita migliore e in contatto anche con qualcosa di spirituale non è follia, non è distacco dalla realtà, non vi sono assurdità e pericoli in tutto questo, basta farlo con responsabilità ed intelligenza.

Non vi fate intimorire e non pensiate di essere sbagliati se cercate di vivere nel bene e nell'Amore... e per le persone che si sono effettivamente ritrovate a vivere un positivo cambiamento alimentare come una sofferenza o uno stato ossessivo consiglio di fare tutto con più calma, relax, Amore e comunque accettazione dei nostri bisogni in quanto a tempi e velocità! E chiedete maggior aiuto a chi è sul vostro cammino perché è bene aiutarci a vicenda.

Ma non siete persone sbagliate..

Dedicato a tutti noi che scegliamo l’Amore nonostante questo al giorno d’oggi venga ritenuto troppo spesso incomprensibile.

-Diamond Krystall, 12/12/2011-

10 marzo 2016

Trovare un tesoro e comprendere il suo valore

Difficilmente troverai persone veramente interessate all'Amore, la maggior parte non crede nell'Amore oppure lo sente, lo percepisce, come talmente limitato da non dargli la giusta considerazione che merita, lo sminuisce, lo costringe dentro a quegli schemi mentali che sono comuni nella società dell'apparenza. Secondo questa l'Amore perde il suo ruolo cardine, diviene un trofeo, un prezioso soprammobile, fonte di un piacere che si accenda all'istante e di un divertimento che passi in fretta perché ce ne stanno molti altri da vivere altrimenti sale la noia.. le persone vogliono l'Amore ma quando finalmente lo trovano smarriscono il desiderio del cuore e trovano i desideri della mente che ingorda non lascia che poche energie al dolce cuore. Così corriamo indaffarati dietro l'illusione, ci contorniamo d'essa e perdiamo sempre più il contatto con la verità, disperdiamo energie, ci attacchiamo ai valori della società materialista, li bramiamo come fossero indispensabili per vivere decorosamente. Come se non bastasse ci contorniamo di altrettante persone che siano sulla stessa lunghezza d'onda. L'Amore è in realtà l'unico fondamento che permette un vivere equilibrato e semplice, una esistenza gioiosa, amorevole e in salute. Ma bisogna esser coraggiosi per credere nell'Amore al giorno d'oggi...e ancor più per viverlo...


03 marzo 2016

Innalzarsi assieme

l'Amore che doni a chi ami diventa una vera e propria estensione del tuo Essere, quando ti innamori veramente e a cuore aperto e con tutta l'Anima allora una parte importante e assolutamente preziosa la riponi nell'amata Anima. Stai con lei e vivi in lei, ecco perché occorre che lei si prenda cura di ciò che riceve in dono, non sono solo parole scritte o dette a voce, non sono solo sentimenti o emozioni, è proprio una parte di te che si allontana da te e inizia a risiedere nel cuore che si ama, e ciò è molto differente da una qualsiasi altra relazione sociale che si possa sperimentare quaggiù, ciò comporta più doveri e responsabilità, se tutto funziona a dovere ovvero se entrambi desiderate questa comunione allora un Amore del genere è quanto di più intenso, bello e prezioso possano vivere due anime prima e durante la loro unione. Quindi colei che lo riceve ospita un tesoro d'immenso valore e così vale reciprocamente se entrambi si è innamorati. Questo va nutrito quotidianamente, prendendosi cura, alimentandolo, dedicando attenzioni, confortandolo e stando sempre presenti utilizzando tutto ciò che la vita ci mette a disposizione. Tutto funziona al meglio qualora le due anime siano non solo innamorate reciprocamente ma anche molto simili nel concepire questo Amore, non troverai mai una persona identica a te ma dovresti amare quella che desidera vivere l'Amore come te, quella capace di tenerti in sé con dedizione e benessere in tutti i sensi, quella che combacia in ciò che ritieni più importante per te. Poiché tutto questo è in funzione di un cammino impegnativo che assieme vi potrà condurre alla realizzazione di un legame che trascenderà la terrena concezione, la realizzazione di una famiglia, di una unione totale che richiede una fortissima affinità, salda aderenza e complicità. I primi momenti assieme sono delle prove che vi servono per comprendere se i vostri vivere possono stare bene assieme, occorre scegliere bene affinché sia tu che lei vi sentiate sempre bene e apposto nel vostro amare dato che è questa energia che muove la vostra maturazione e la vostra realizzazione sia come individui sia come coppia. Non è la ricerca dell'Anima migliore o di quella perfetta ma semplicemente dell'Anima affine per entrambe.

Amicizia celestiale

..è una luce onnipresente, una forza celestiale, una compagnia sulla quale posso fare sempre affidamento, è il sentire che ci siete, l'Amicizia che a volte non riesco a incontrare laggiù la ritrovo quassù nel giardino delle anime splendenti.

Un beneficio eterno..

..uno dei principali effetti dell'Amore è quello di darci forza, non ci si apre all'Amore solo quando siamo al top...possiamo anzi dovremmo considerarlo anche quando tutto ci sembra grigio e triste, l'Amore cura e guarisce, gli innamorati rifioriscono nel loro scambio di dare e ricevere e il mondo che è loro attorno prende esempio dalla loro lodevole comunione.

02 marzo 2016

Carezzare i desideri del cuore

Talvolta i sogni son così tangibili da credere di poterli sfiorare...toccare e persino scegliere ...

..accompagnarsi

..le anime più splendenti sono destinate a risplendere per molto tempo nell'oscurità...ma non in solitudine...mai!!!

Oltre qualsiasi orizzonte..

l'Amore può tutto... se lo credi e lo vivi con maturità, immensità, intensità, lo nutri quotidianamente, quando questo Amore è corrisposto può farvi superare qualsiasi limite, qualsiasi influenza indesiderata, può arrivare ad alimentarvi a sua volta, può rendere tutto possibile, anche il sogno, l'incredibile, l'irraggiungibile, il magico e il favoloso...tutto diviene alla vostra portata..

La sfidante innamorata

Tu sei l'Universo, ma la società insegna la limitazione..
-Billy Fingers-

 
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